La bolla da abitare
Parliamo di Amicizia, del Festival di Avignone che si avvicina alla velocità della luce, di Biutezza e della bella tournée di maggio!
Il primo maggio, come da tradizione, l’ho passato con le amiche e gli amici “storici”. Persone che conosco da decenni, che erano lì nei momenti più importanti della mia vita, sia belli che brutti, persone insomma che sanno praticamente tutto di me.
Ci siamo conosciuti da ragazzinə o da giovani adulti, le nostre vite si sono incrociate grazie al lavoro, agli studi, all’amore o al caso, e il primo maggio è una di quelle occasioni che ci permette di ritrovarci (quasi) tutti insieme. Di solito si predilige chi ha uno spazio abbastanza grande come un giardino o una terrazza per accoglierci, dove condividere buon cibo, vino - ieri per me, lo hanno preso anche dealcolato! - e soprattutto la voglia di stare insieme. Ci sono andata con il coinqui, accolto come se ci fosse sempre stato, come si accolgono le persone che fanno parte di qualcuno che ami.
La giornata è passata come passano sempre quelle giornate lì, ovvero troppo in fretta e che solo l’arrivo del tramonto ci spinge controvoglia a concluderla, ad alzarci per riprendere l’autostrada e rientrare. Quell’indugiare nel rimettere le cose a posto, riprendere le giacche, nel preparare i doggy bag da portar via, nell’afferrare un ultimo pezzo di castagnaccio, nel bere ancora un po’ di caffè, nel voler trovare ancora un argomento per lanciare un altro giro di chiacchiere tra politica, vita, cazzate, tutto insieme senza distinzione, ecco tutto questo mi è tornato in mente durante il viaggio di ritorno, accompagnato dalla sensazione netta di aver lasciato qualcosa di prezioso alle spalle.
Mentre rivedevo la giornata nella mia testa pensavo: questa è la bolla da abitare. Una bolla più potente di quella che ci costruiamo sui social e più profumata ed avvolgente di quella del bagnoschiuma preferito, perché è una bolla che ti contiene, ti protegge e ti porta in alto, senza chiederti niente in cambio se non quello di essere chi sei ed esserci.
Sarà che a 56 anni faccio più attenzione alla qualità delle relazioni, al tempo che condivido e anche a certe parole, ritrovandomi ormai spesso a specificare se quella persona sia davvero unə carə amicə, o soltanto qualcunə che conosco bene e frequento oppure ancora solo una persona che conosco superficialmente.
Perché l’Amicizia con la A maiuscola è davvero qualcosa di particolarmente importante, raro e prezioso. E anche quando ci capita in età adulta, le caratteristiche perché un incontro umano possa diventare Amicizia, sono in fondo le stesse.
Intanto ho capito che non è necessariamente un’amicizia quotidiana, in cui ci si telefona ogni giorno o ci si manda messaggi ogni ora, ma è piuttosto quella in cui se alzi il telefono, sai per certo che ci sarà qualcunə dall’altra parte, anche se da mesi non ci si sente. Qualcunə a cui non c’è niente da spiegare, a cui non dover fare alcuna premessa e per cui non devi guadagnarti il diritto di avere bisogno.
È un’Amicizia in cui si litiga, perché sì, anche con gli amici storici ci si scazza, ci si irrita, ci si dice le cose in faccia, ma il litigio non rompe mai niente di fondamentale, perché sotto c’è qualcosa di solido che tiene legatə. Se mai si sa il perché di certe rigidità, ci si viene incontro e non si aspetta che sia l’altrə a fare il primo passo.
L’Amicizia non ha nemmeno bisogno di essere performata, non ha bisogno di quei proclami d’amore ad alta voce davanti a tuttə, come non ha bisogno di sbandierare la propria presenza per poi sparire quando la presenza costerebbe qualcosa.
L’Amicizia – e lo faccio dire persino da Matilde in OFFRO IO - si riconosce da una cosa molto semplice: gioisce per i tuoi successi. Non li ridimensiona, non trova il modo per smorzarli, non ti fa sentire in colpa per averli, ma anzi li celebra e basta. E l’ho visto il primo maggio quando, alla domanda “Questa, cosa ci racconti tu?”, la mia risposta ha fatto scattare in alto i calici, con rumorosa gioia, per ben due grosse novità di cui vi parlerò appena le conferenze stampa verranno fissate.
L’Amicizia poi non giudica soprattutto i tuoi fallimenti, anzi li guarda, li capisce, e poi passa oltre, con te.
E altra cosa, ancora più fondamentale: non è a senso unico. L’Amicizia non funziona secondo quel principio sottile e velenoso per cui tu devi esserci quando ho bisogno, ma quando hai bisogno tu, posso minimizzare, ignorare, o ancora meglio rilanciare con un mio problema più grande del tuo, sempre immancabilmente più grande e doloroso del tuo.
Quella non è amicizia, è una relazione di potere travestita da affetto. Uno schema che la Pedagogia Nera mi ha insegnato a riconoscere: il bisogno dell’altro che viene sistematicamente sminuito, ignorato, sovrascritto. Lo impariamo da piccolə con i “stai esagerando”, “non è poi così grave”, “quando ero piccolə io…” e che poi ripetiamo tra adulti senza nemmeno accorgercene. Nelle amicizie, nelle coppie, nei posti di lavoro, lo subiamo senza riconoscerlo e lo pratichiamo senza vederlo.
Riconoscerlo è già un passo avanti, come succede a Cinzia, protagonista stavolta di UN SACCHETTO D’AMORE, mentre realizza quanto sia prezioso un: “Come stai?” chiesto senza aggiungere subito dopo i soliti: “volevo chiederti di, avrei bisogno che”.
L’Amicizia insomma richiede, in una parola, empatia, quella vera però, non quella dichiarata, quella che in psicologia viene definita: “la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva.”
E’ quella nessuna o scarsa partecipazione emotiva che fa saltare ogni volta sulle sedie le persone che partecipano al Laboratorio sull’Empatia. Ed io puntualmente faccio loro questo esempio: se tu chiami unə amicə per sfogarti e ti senti rispondere con la stessa ansia, tristezza, drammaticità, rabbia che usi: “Al tuo posto farei, io ho fatto così, a me è successo, devi dare etc.”, chiameresti ancora quella persona la prossima volta?
No.
Perché quando chiami hai bisogno solo di esser ascoltatə, senza alcun giudizio o consiglio, hai bisogno di una persona la cui empatia le permetterà di capire e immaginare cosa tu hai vissuto, stia provando etc. aiutandoti così a dare un nome a tutto ciò, e molto probabilmente anche a trovare una possibile soluzione. Un po’ quel che succede in terapia...
Ma sul tema dell’empatia - di chi la predica e di chi la pratica, e di quanto le due categorie raramente coincidano - ho delle cose da dire che meritano più spazio e le dirò il mese prossimo.
Concludo piuttosto tornando a questo mio bellissimo primo maggio, a quel momento preciso in cui stavamo tuttə lì a cercare pretesti per non alzarci dal tavolo, ripensando a quel che già diceva Murgia sulla famiglia che ti scegli, le persone con cui costruisci legami di cura, di fiducia, di presenza reciproca. Una famiglia di scelta, che mi rendo conto avere un valore che con gli anni, per me diventa più nitido e sempre più irrinunciabile.
L’augurio che posso fare è che ognunə abbia almeno un’Amicə verə. Unə solə basta. Qualcunə a cui appoggiarsi o da sostenere, con cui brindare e poi russare beatamente dopo una bella indigestione di focaccia, ragù e torte, mentre gli altri intorno continuano a chiacchierare di politica, vita e cazzate.
ALLONS ENFANTS!
In queste ultime settimane il lavoro per ENFANCE HEUREUSE al Festival di Avignon OFF 2026 sta avendo dei ritmi piuttosto intensi: contratti, stampa, grafica, locandine da spedire, riunioni, schede tecniche, orari prove, pubblicità da comprare, scenografia da costruire, il sito da tradurre in francese (schiaccia la bandierina per vedere la magia) e mille altre cose!
Intanto ecco qui finalmente in anteprima, la locandina definitiva con tutte le informazioni sul teatro, l’orario e i giorni di spettacolo (tutti tranne il mercoledì), un’immagine che adoro e che è stata ovviamente disegnata dalla fantastica Francesca Protopapa, l’illustratrice che ha già creato la locandina di OFFRO IO.
Lo spettacolo però non sarà solo ad Avignone in luglio, ma anche a Evreux a fine agosto, se lo perdete lì, potrete recuperarlo là 🤓
In parallelo ho iniziato a pubblicare sul mio profilo Instagram dei contenuti in francese per parlare di Pedagogia Nera, ché il libro di Rutschky ahimé non è ancora stato tradotto in Francia. Se vi va, mettete un cuore, condividete, fate girare, così che si possa creare anche oltralpe una sensibilità maggiore sul tema.
Questi contenuti – come molti altri in italiano usciti negli ultimi mesi – saranno presto disponibili anche sul canale YouTube.
Infine piccolo spoiler: il mese prossimo usciremo con un buono per avere il biglietto di ENFANCE HEUREUSE al Festival di Avignone, ad un prezzo ridottissimo. Ovviamente lo metterò qui, se mai qualcunə volesse venire a vedere INFANZIA FELICE in francese!
Angolo della Biutezza
Libri
Tutti gli indirizzi perduti, di Laura Imai Messina, edito Einaudi.
Les hommes de la Rue du Bac, edito Lattès, scritto dal giornalista Willy Le Devin grazie alla testimonianza di Inès Chatin, vittima di violenze da bambina ad opera del patrigno e di alcuni tra gli uomini più potenti di Francia. Ci farò un doveroso approfondimento per la rubrica Tra Le Righe.
Serie TV
Trust Me, il falso profeta docuserie crime che approfondisce la manipolazione e la violenza - da Pedagogia Nera! - nella setta dei mormoni integralisti.
Detective Hole per chi ama come me le serie poliziesche dell’Europa del Nord
I sette quadranti di Agatha Christie, miniserie in 3 puntate
Altre segnalazioni
“Abitare i margini”, il nuovo studio di WeWorld che nasce dalle esperienze di chi il margine lo vive ogni giorno.
Nell’ultima Niuzletter ho riletto la docuserie di Theroux in chiave Pedagogia Nera. Puoi leggerla qui:
Tournée
In maggio abbiamo un sacco di date in cui incontrarci e ricordo che per prenotarsi, basta cliccare sui link che trovate nel calendario del sito:
7 maggio Milano AFFARI DI FAMIGLIA
8 maggio Pont St. Martin (AO) INFANZIA FELICE
9 maggio Pont St. Martin (AO) Laboratorio sull’Empatia
12 maggio Padova PIACERE, DENARO!
15 maggio Bergamo SVERGOGNATA
16 maggio (mattina) Presezzo (BG) Lezione Spettacolo I BAMBINI CATTIVI NON ESISTONO
16 maggio (pomeriggio) Bergamo Laboratorio sull’Empatia
20 maggio Lavis (TN) PIACERE, DENARO!
28 maggio Martina Franca (TA) PIACERE, DENARO!
29 maggio Bari PIACERE, DENARO!
ps: il 30 maggio io e Azzurra Rinaldi saremo in pista per il Non Farcela Party di Mammadimerda a Bari!!
per ospitare un mio spettacolo o un intervento su misura basta scrivere a: organizzazione@antonellaquesta.it
Buon maggio!
Ci risentiamo qui il prossimo primo lunedì del mese, ovvero il 1 giugno ✨






Ho amiche e amici così, sono una ricchezza incommensurabile. E la maggior parte sono arrivate con la maturità, e attraverso i social, che sono il Tinder dell’amicizia. Questo weekend farò un pranzo da me in campagna con Antonella e Anna, che conosci anche tu, i nostri mariti timidi, bestie e figli. Vibro dalla felicità da giorni!